Consigli dello psicologo
Una vera impresa da maestri
L’insegnante è la prima figura autorevole che il bambino incontra una volta varcata la soglia di casa e fatto il suo ingresso nella vita sociale allargata.
È la prima persona al di fuori della cerchia familiare cui egli si affida, riconoscendole il diritto a intervenire nella propria esistenza, ma soprattutto è la prima “agenzia di verifica” esterna in grado di individuare eventuali errori nello stile di vita dell’alunno e di contribuire a porvi rimedio.
Se è vero, infatti, che i lineamenti fondamentali della sua personalità si modellano tra le mura domestiche, all’interno della sua costellazione familiare, è altrettanto vero che la scuola, con i suoi insegnanti, rappresenta la prima pubblica valutazione di tutto ciò che il bambino ha acquisito nei suoi primi anni di vita.
Un’alimentazione priva di equilibrio, oltre a influenzare la qualità e la lunghezza della vita di una persona, modella nel bene e nel male la struttura fisica del bambino, ne disegna le forme, determina l’aspetto con cui egli parteciperà al gioco della vita sociale.
In questo delicato incrocio della relazione bambino-insegnante, quest’ultimo può agire su due direttrici.
In primo luogo può rilevare e mappare, attraverso un utilizzo mirato dell’attività didattica, le abitudini alimentari dell’alunno, mettendole in relazione con gli effetti che queste determinano sull’aspetto fisico del bambino, fondamentale mediatore delle sue relazioni sociali. Gli insegnanti conoscono bene le influenze che il cibo proietta sulla corporeità dei bambini e sulla loro capacità di stare nel gruppo. Così, addentare un frutto piuttosto che una merendina, preferire un piatto d’insalata o di verdure cotte a un hamburger annegato nella maionese, diventano gesti salutari anche per la psiche, perché mettono al riparo da quelle conseguenze “estetiche”, cause non secondarie di molti disagi interiori.
In secondo luogo, l’insegnante, insostituibile strumento di prevenzione, proprio perché autorevole, può agire attraverso il suo ruolo e le sue conoscenze per introdurre i bambini, con la collaborazione delle famiglie, a un rapporto migliore coi vari cibi. La frutta e la verdura possono essere preziosi alleati per chi educa, perché cibi colorati, allegri e leggeri. Quasi come una fantasmagorica scatola di pastelli.
Insomma, frutta e verdura possiedono le proprietà giuste per aprirsi le porte dell’amicizia coi bambini, per superare ogni resistenza, però hanno bisogno di amici che ne parlino bene, che ne facciano conoscere e apprezzare tutte le virtù.
Un vero lavoro da maestri.
Dott. Domenico Barrilà
