Il racconto

Primo episodio

«E adesso formeremo due squadre. La squadra della Mela Gialla, con a capo Stefano» spiega Patty, mentre ci passa gli spicchi uno a uno.
«E la squadra della Mela Rossa, con a capo me» e fa lo stesso con la mela rossa.
«MA PRIMA DI PRECIPITARVI A MANGIARLA…» grida a bassissima voce, cosa che sa fare solo lei.
Ci fermiamo tutti a bocca aperta e con lo spicchio a mezz’aria, in attesa.
«… dovete capire il senso della cosa.»
«Quale cosa?» chiede Luca.
«Ora ve la spiego. Mia cugina mi ha detto che in questa scuola esiste un Patto, che si trasmette di generazione in generazione e che non può essere MAI, per nessun motivo, interrotto…»
Sento un brivido nella schiena.
«Altrimenti?» oso chiedere.
«Cose orribili, ti succederanno» mi liquida Patty. «Il Patto è questo: chi mangia la stessa mela, farà parte della stessa squadra. E…».
«E… ?» la incalza Elena.
«… avrà le stesse paure, emozioni, sensazioni dei suoi compagni. Insomma: se la provi, ti frutta!»
«Una specie di… magia?» chiede Elisa, con aria sognante.
«Io lo sapevo che facevamo una cosa proibita» interviene Mattia.
«Non proibita. Segreta!» ribatte Patty. «C’è una bella differenza, caro Mattia.»
Prende fiato, anche se solo per poco, per guardarci negli occhi.
«Ovviamente i due capisquadra saranno molto amici e collaboreranno quotidianamente» conclude.
«In che modo?» chiedo.
«Vi terremo aggiornati» mi liquida Patty.

«E ora, squadra della Mela Gialla e squadra della Mela Rossa, pronunciamo la parola d’ordine: se la mangi, ti frutta!» declama Patty.
«Se la mangi, ti frutta!» urliamo.
«E adesso, masticate!» ci ordina.
Il momento è di quelli importanti. Siamo molto emozionati. Condividiamo qualcosa che ci legherà per parecchio tempo.
Sgranocchiamo la nostra porzione di mela con serietà e attenzione. È chiaro che non è un gioco da bambini.
«Mmm…!» si sente da più parti.
Anche la mia mela è buonissima. È fresca, dopo il caldo dell’aula. È dolce, dopo l’acidità di Patty. Vedo che anche gli altri se la stanno assaporando con calma.
Ma le cose belle finiscono sempre troppo presto. E, infatti, suona la campanella.

«E adesso?» chiede Elisa, mentre torniamo in classe, «Cosa facciamo per prima cosa?».
«Secondo te? Sentiamo: cosa fanno tante mele insieme?» salta su Patty, con le mani sui fianchi.
Elisa arrossisce così violentemente che temo prenda fuoco.
«… una torta di mele?» azzarda Harsha.
«La marmellata!» s’intromette Luca.
«Cadono sulla testa dei passanti» dice Mattia.
Patty è esasperata. «Eddai, ragazzi!!!!! Se indovini, ti frutta!»
«Maturano!» risponde Stefano.
Patty gli lancia una lunga occhiata eloquente.
«E bravo! Infatti: se maturi, ti frutta!»
La guardiamo senza capire.
«Ovvero le squadre si aiuteranno nei compiti e nelle verifiche, si scambieranno informazioni su ragazzi e ragazze delle altre classi, si inviteranno alle feste e ai giardinetti… l’elenco è lungo e i due capisquadra ve ne faranno avere una copia.»
«Ma per prima cosa, che si fa?» insisto io.
Patty ci pensa un po’ su. Ma solo un po’.
«Mentre io e Stefano metteremo per iscritto l’elenco dei comportamenti e delle leggi, tu e gli altri comincerete a fare la ricerca sugli dei dell’Olimpo!»
«Ma…» tenta di obiettare Mattia.
«Se la studi, ti frutta!» lo fulmina Patty. «E quando ci sarà la verifica di matematica, materia in cui tu fai veramente paura…» gli fa un sorriso spaventoso «…io ti aiuterò a studiare».
Guardiamo in silenzio Patty e Stefano, che si allontanano parlando fitto fitto.
«Tra qualche mese potremmo formare la squadra dei cachi…» propone lei. «Se cambi, ti frutta!».
«O dei fichi…» suggerisce lui.
«… o delle fragole…»
«… o delle ciliegie…»
«… pesche…»
«… angurie….»
«Ma per ora dobbiamo mangiare solo mele?» mi chiede Luca, quando i due spariscono dietro l’angolo.
«E che ne so? Penso che anche un altro frutto vada bene…»
«Certo che essere una squadra di mele è veramente bello!» dice Mattia.
«Vero, è bellissimo!» Elisa ci guarda speranzosa. «Ma perché…?»
«Perché… se sei in squadra, ti frutta!» gridiamo tutti in coro.

Secondo episodio

E così, tra un quadrimestre delle mele, uno dei fichi e quello dei frutti di bosco, siamo arrivati in quinta.
«La squadra, ti frutta!» ripete sempre Patty.
E ha ragione. Ormai siamo diventati amici inseparabili, legati da un patto dolce e succoso.

Maggio.
Fuori, un sole che spacca le pietre.
Dentro, una classe di visi pallidi chini sui fogli.
Al centro della cattedra, fissato da decine di occhi famelici, c’è un grandioso vassoio colmo di frutta fresca: kiwi, susine, uva, ciliegie, fragole, pesche, lamponi, albicocche. Un trionfo di colori.
Ma non è l’intervallo, è l’ora di arte: copia dal vero.
«Non ci riesco! Proprio non mi viene, questo accidenti di disegno!» esclama Patty indispettita.
L’insegnante alza gli occhi dal registro e la fissa.
«Sono negata!» continua a lamentarsi Patty. «In questo caso, se la disegni, non ti frutta!»

«Dicevi, Patty?» le chiede la maestra.
«Che la mia frutta è senz’anima… !»
La maestra si avvicina alla fruttiera.
«Allora, proviamo a trovarla insieme, l’anima che non c’è!» dice «Ognuno di voi ne prenda un pezzetto».
Il profumo della frutta inizia a spandersi nell’aria. Riempie la stanza in sottofondo, come una musica. Sospiro, felice. Siamo in un frutteto, non più in classe.
«Senti! È arrivata l’estate!» sussurra Patty.
«E il disegno?» domanda Stefano.
«Adesso gustatevi la frutta con calma. Ne parliamo dopo.»
Non me lo faccio ripetere due volte e riempio un tovagliolo di quella magnifica merenda inaspettata. Del resto, io vivrei di frutta.
«Facciamo un gioco…» mi sussurra Patty «… chiudi gli occhi e prova a indovinare che frutta è».
Obbedisco.

«Nespola!» strillo, eccitata dal gioco.
«E brava! Se la indovini, ti frutta!» dice Patty. «E adesso tocca a me!», assapora deliziata.
«Mmh… mmh… la mia preferita! Ciliegia!» esulta.
Gli altri compagni ci imitano, divisi a due a due.
E la classe è un coro di voci allegre.

«Susina!» dice Elisa.
«Mmh… albicocca!» mormora Elena.
«Uva!» è Mattia.
«Pesca!» grida Renata.
Aveva ragione Patty! Se ti diverti, ti frutta!
«Che bella idea!» ammette Elena.
«Altro che la solita merenda!» salta su Elisa. «Questa sì, che è roba forte!»
«Non aprire gli occhi!» mi ordina all’improvviso Patty.
Le obbedisco, come sempre. O quasi.
Intanto qualcuno si siede al suo posto.
«E adesso indovina cos’è questa!» mi dice una voce tranquilla.

È Stefano.
Annuso. Profumo inconfondibile!
«Anguria!» grido. «Il mio frutto preferito!»
Non è vero, ma perché sottilizzare?
«Adesso tocca a me indovinare!» mi dice Stefano.
«Annusate, degustate!» continua a ripetere intanto la maestra. «Memorizzate la consistenza, il sapore… e quando inizierete a disegnare, vedrete che forma e colore verranno da sé!»
Mi concentro sui pezzetti di frutta.
Per Stefano scelgo la pesca.
«Ciliegia… ?» scherza lui, poi scoppia a ridere. «Pesca, ovviamente!»
Ridiamo.
Poi prendo foglio e matita e inizio a disegnare.

«Insegnami come fai» mi chiede Stefano «Tu sei brava a disegnare.»
«Beh, perché mi piace. Se ti piace, ti frutta…» inizio. Poi mi blocco. Di cosa sto parlando?
«Senti… » dice lui « …se dopo la scuola facessimo i compiti insieme?».
Faccio finta di pensarci un po’ su.
«Va bene» dico.
«Allora a dopo.»
«A dopo.»
Si alza e torna al suo posto.
La frutta mi ha portato fortuna!
Patty arriva come un fulmine e mi dà di gomito.
Mi arruffa i capelli con affetto.
«Hai visto? Mai mollare! Dai e dai… se insisti, ti frutta!»
Ridiamo e continuiamo a disegnare.

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