Agricoltura, ambiente e risorse naturali, un connubio inscindibile

L’agricoltura, fin dagli albori delle civiltà, rappresenta uno dei fondamenti dell’economia. Nei secoli passati, quando le società non erano ancora industrializzate, il benessere sociale si basava quasi esclusivamente su di essa. Oggi le cose sono cambiate e l’agricoltura ha un peso molto meno rilevante sul Pil rispetto ai secoli passati. Resta comunque il fatto che in Italia come nel resto d’Europa, molta parte della superficie è destinata alla pratica agricola.

Ad essa sono legati indissolubilmente due fattori: le risorse naturali e l’ambiente. Ragion per cui è necessario e fondamentale salvaguardare gli ambienti attraverso una gestione sostenibile del territorio e delle ricchezze naturali con l’adozione di pratiche colturali a basso impatto ambientale.

L’Italia è un Paese ricco di diversità ambientali e questo fa sì che si sia sviluppata anche un’agricoltura grandemente differenziata nelle colture da nord a sud. Le produzioni, specie per la frutta che viene prodotta in tutta Italia, cambiano da un’area all’altra del Paese in funzione del clima delle aree stesse. Per le verdure, invece, le differenze territoriali sono meno significative, anche perché molto spesso la produzione avviene in serra.

La nostra è una agricoltura definita “attività primaria” poiché fornisce prodotti di base, come frutta, verdura, legumi, cereali, che possono essere commercializzati così come vengono raccolti, oppure utilizzati come materie prime destinate alla trasformazione alimentare.

È importante ricordare che proprio la grande biodiversità presente sul nostro territorio, ci permette di utilizzare un marchio (DOP o IGP) che tutela e valorizza quella determinata produzione, tipica di un certo territorio e ottenuta da tecniche di lavorazione legate alla tradizione e alla storia stessa del prodotto.