Agrobiodiversità, un valore da riscoprire

La biodiversità è l’insieme di tutti gli organismi viventi presenti sulla terra e di tutti gli ecosistemi da essi popolati. Ad oggi sono state censite sul nostro pianeta circa 2 milioni di specie viventi e si stima che ce ne siano in totale 8-10 milioni. La conservazione e la tutela della biodiversità sono importanti, anzi fondamentali perché i rapporti tra gli esseri viventi, uomo compreso, e i diversi ecosistemi sono collegati fra loro in un equilibrio fragile. 

Un equilibrio che vacilla sempre più a causa dell’uomo e delle sue scelte che hanno portato all’innalzamento dei livelli di inquinamento e a forti cambiamenti climatici. L’agricoltura e l’allevamento hanno purtroppo svolto un ruolo importante in questo processo. Per fortuna oggi è possibile fare una agricoltura produttiva, che sia anche rispettosa dell’ambiente non solo perché meno inquinante, ma anche perché utilizza meno risorse (come l’acqua), potremmo dire più parca; lo steso vale per gli allevamenti. Visto che un qualsiasi campo coltivato riduce drasticamente la biodiversità presente al suo interno oggi sappiamo che la superficie coltivabile sul pianeta non può essere aumentata , ma dobbiamo aumentare la resa per ettaro diminuendo l’uso delle risorse (acqua, concimi e pesticidi). 

E’ fondamentale non confondere il concetto di biodiversità con quello di agrobiodiversità inteso come l’insieme delle specie coltivate dall’uomo e stimato intorno alle 200. Parlare di agrobiodiversità non è sempre facile, ma a correrci in soccorso potrebbe essere l’arte di cui il nostro Paese è ricco. Sì perché gli artisti, da sempre, hanno avuto un occhio di riguardo per ciò che li circondava.

Frutta, verdura, animali, campagne, alberi, tutto ha fatto da sfondo, se non da soggetto principale, di grandi opere. Grazie all’opera “L’Imperatore Rodolfo II in veste di Vertumno” di Giuseppe Arcimboldo del 1591, possiamo riscoprire cosa i nostri antenati portavano sulle loro tavole. Attraverso la raffigurazione dell’Imperatore alla stregua del dio romano Vertumno, l’artista, combinando tanti elementi ortofrutticoli di allora, riesce a farci comprendere quale frutta e verdura esistevano 500 anni fa. Elementi oggi dimenticati e non più coltivati. Molte varietà antiche oggi non sono più coltivate perché? Le motivazioni possono essere tante per esempio non incontrano più il gusto dei consumatori, o sono poco produttive. 

Per questo motivo sono state create le banche o collezioni di germoplasma dove un grandissimo numero di varietà appartenenti alle specie coltivate viene conservato e mantenuto; in Italia ce ne sono molte in gran parte curate dal CREA. Queste collezioni tutelano l’agrobiodiversità cioè l’insieme delle specie e delle varietà che l’uomo ha coltivato nel corso dei millenni. Queste collezioni rappresentano una risorsa importantissima per la sicurezza alimentare perché al loro interno conservano piante in grado di rispondere ad importanti fattori ambientali come per esempio la resistenza a nuove malattie o alla siccità. Ampliare gli orizzonti guardando al passato per un futuro migliore, grazie anche alle nuove tecnologie, si può è solo questione di cultura.