Consigli dello Psicologo

Frutti saporiti. Per la vita e per lo stile di vita.

Il tipo di rapporto che il bambino stabilisce col cibo non si definisce in modo spontaneo, per questo fin dall’inizio è decisivo l’intervento dei genitori.

Alimentarsi determina qualità e durata della vita, per averne conferma basta considerare che negli ultimi 150 anni l’età media si è quasi raddoppiata, proprio perché abbiamo imparato a mangiare meglio.

Quindi non basta nutrirsi, occorre nutrirsi bene e questo al bambino lo possono insegnare soprattutto la mamma e il papà, a cominciare dai primi anni della sua vita, che sono quelli più importanti per la costruzione dei suoi orientamenti. Lo stile di vita del bambino, infatti, prende corpo nei primi 5/6 anni, proprio quando i genitori sono i suoi riferimenti quasi esclusivi.

Se esiste una relazione così stretta tra cibo, durata e qualità della vita, significa che la responsabilità educativa di chi è chiamato a occuparsi del bambino, deve estendersi anche all’ambito della nutrizione. Tuttavia, l’azione educativa, anche sul versante alimentare così come in tutti gli altri ambiti, diventa davvero efficace solo quando è “testimoniale”, ossia quando il genitore vive in prima persona ciò che vorrebbe trasmettere ai figli. L’ambiente domestico è un grande maestro per i bambini.

Il rispetto di tale premessa è fondamentale per introdurre il bambino al consumo di frutta e di verdura, poiché egli, piuttosto carente di capacità di astrazione, attribuisce grande importanza alle azioni concrete che compiono i genitori piuttosto che ai concetti che essi esprimono verbalmente. Certo non esistono sicuri automatismi e non è detto che il successo sia garantito, tuttavia un genitore che si alimenta in modo sano, una mamma e un papà che consumano regolarmente frutta e verdura, favoriscono nei figli comportamenti alimentari virtuosi, migliorano le probabilità che essi assumano cibi migliori.

È partendo da qui che possiamo stimolare il percorso d'avvicinamento del bambino a questi saporiti alimenti, offrendogli un ambiente dove la frutta e la verdura sono cittadini stabili e graditi. Le buone e le cattive abitudini alimentari nascono e si sviluppano nel “brodo di coltura” familiare. Saperlo rende più consapevole il nostro lavoro di educatori e ci faciliterà in seguito il confronto con gli insegnanti che, primi alleati fuori dal perimetro familiare, contribuiranno, se sapremo affiancarli con costanza, a rendere l’alimentazione dei nostri figli un pilastro del loro equilibrio personale.

Un bambino che consuma regolarmente frutta e verdura godrà di un corpo più sano, per questo vivrà migliori rapporti sociali. Di sicuro frequenterà maggiormente i propri simili, molto di rado i medici e forse mai gli psicologi. Uno dei rari casi in cui forma e sostanza coincidono.

Dott. Domenico Barrilà

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